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Casas Don Bosco in Perù: formiamo gli operatori  e portiamo nuove competenze per aiutare i più fragili nell’istruzione e nelle attività religiose



Il progetto prevede la formazione di 39 operatori – psicologi, assistenti sociali ed educatori – delle Casas Don Bosco del Perù. L’obiettivo è quello di trasmettere nuove competenze socio-educative e pastorali per aiutare i bambini e i ragazzi più fragili attraverso l’opera salesiana. Un approccio che si basa su Ragione, Religione e Amorevolezza per migliorare la formazione, potenziare le competenze e dare un contributo al carisma dei team. In questo modo gli educatori possono rispondere meglio alle sfide che devono affrontare i minori che frequentano i centri.

Il progetto in sintesi

  • Ambito: formazione socio-educativa e pastorale.
  • Salesiani coinvolti: 39 operatori delle Casas Don Bosco. 
  • Destinatari: 343 bambini e adolescenti in situazione di vulnerabilità.  
  • Obiettivi: promuovere lo sviluppo professionale e carismatico del personale.
  • Risultati: migliorare il supporto e la formazione dei minori. 

L’istruzione e la formazione sono un punto decisivo in qualsiasi ambito, in ogni contesto lavorativo e professionale. Ogni giorno siamo coinvolti in percorsi che hanno come obiettivo il miglioramento dei risultati, soprattutto nel mondo del lavoro.

Sostenere i più fragili significa anche investire nella qualità di chi li accompagna ogni giorno. Questo è il fondamento del progetto per la costruzione di nuove competenze socio-educative e pastorali per le Casas Don Bosco in Perù.

Gli educatori e in generale tutti gli operatori si trovano ogni giorno di fronte a nuove sfide, progetti da affrontare, a una richiesta di aiuto da parte di chi è più in difficoltà da accogliere, alla luce del principio pedagogico fondamentale dell’opera salesiana, il Sistema Preventivo, approccio educativo integrale che ha come obiettivo la formazione di “buoni cristiani e onesti cittadini”.

Nell’insegnamento di Don Bosco i giovani devono crescere in un ambiente familiare e gioioso, ma anche stimolante, dal punto di vista delle competenze e della cura spirituale. In ogni contesto di accoglienza come nelle Casas Don Bosco del Perù è dunque necessario aiutare gli operatori ad aggiornare e potenziare le proprie competenze grazie a progetti di formazione socio-educativa e pastorale come questo e attraverso un approccio basato sui diritti umani per il personale.

Le Casas Don Bosco: una luce, una speranza 

Il progetto educativo e formativo presso le case-famiglia del Perù ha come obiettivo il supporto della missione svolta dalle Casas Don Bosco e delle varie opere di accoglienza situate in varie zone del paese, tra cui la capitale Lima, in grado di accogliere e proteggere bambini, bambine e adolescenti che vivono in contesti di fragilità.

Purtroppo, in questo paese del Sud America, buona parte della popolazione infantile deve affrontare condizioni difficili, che vanno dalla violenza familiare alla mancanza di servizi di base. Il tasso di abbandono scolastico è molto alto, soprattutto nelle zone rurali e nelle famiglie numerose.

La Congregazione Salesiana opera in Perù dal 1981 e lo fa con un progetto educativo-pastorale che porta nuova speranza a chi ha bisogno di un supporto concreto: le Casas Don Bosco, convitti con una scuola e una parrocchia salesiana in grado di accogliere e proteggere i minori più vulnerabili per guidarli in un percorso di formazione scolastica e religiosa.

Casas Don Bosco in Perù
Un momento della formazione nelle Casas Don Bosco in Perù.

Il contributo delle Casas Don Bosco in Perù parte con la ricerca e l’invito ai giovani vulnerabili a partecipare alle attività della struttura e sfocia poi nell’accoglienza e nell’inserimento in un ambiente familiare e caloroso. Parte così un percorso dedicato alle attività e alla vita comune per aiutare il completamento degli studi secondari, fino al supporto per studi tecnici e all’inserimento lavorativo.

Questi sono obiettivi importanti, e le Casas Don Bosco in Perù hanno una responsabilità immensa. Custodiscono il destino di questi ragazzi, di questi bambini che cercano una nuova possibilità. Ecco perché è importante fare in modo che la formazione degli educatori, degli insegnanti, degli operatori psicosociali sia all’altezza dei sogni, delle speranze, delle domande più curiose.

Nuove competenze per crescere insieme 

La verità, a volte, non è facile da raccontare. Questo è vero anche in Perù, un paese del Sud America attraversato da grandi contraddizioni. I ragazzi e i bambini che arrivano nei centri salesiani, in molti casi, hanno storie difficili alle spalle: subiscono profondi traumi psicologici causati dalla violenza e dalla tossicodipendenza presenti nei loro contesti di provenienza.

Le opere salesiane accolgono e aiutano chi vive queste situazioni di fragilità, ma per farlo serve un intervento specializzato, competente. Il progetto delle Casas Don Bosco in Perù che stiamo raccontando ha come obiettivo proprio la formazione dei professionisti che operano in queste strutture.

Casas Don Bosco in Perù
Sviluppo professionale nele Casas Don Bosco in Perù.

Al centro delle attività formative – rivolte a 39 professionisti tra cui psicologi, assistenti sociali ed educatori – abbiamo lo sviluppo professionale, personale e carismatico del personale specializzato, tramite il rafforzamento delle capacità di accompagnamento dei ragazzi e delle ragazze che frequentano i convitti. Tutto questo si declina attraverso una maggiore attenzione ai diritti umani.

L’articolazione del Sistema Preventivo Salesiano come quadro etico e valoriale è sempre al centro del progetto formativo. Nel frattempo, si favorisce la gestione emotiva e la pianificazione degli interventi, in modo da offrire ai minori un ambiente realmente capace di accogliere, guidare e creare migliori condizioni di vita.

Tre risultati per le Casas Don Bosco 

In un contesto di infanzia difficile e difficoltà sociali, le Casas Don Bosco in Perù sono un punto di riferimento per 343 minori attualmente accolti in 8 strutture che per funzionare al meglio necessitano di un sostegno costante e duraturo. Il progetto formativo per educatori, assistenti sociali e psicologi dei centri è iniziato a febbraio 2025 presso la Casa Don Bosco di Calca (Cusco) proprio con questi obiettivi: la qualità e la sostenibilità

Il personale ha partecipato a workshop dedicati al lavoro di squadra, conferenze sui diritti umani, laboratori per migliorare la pianificazione delle attività. Di grande valore educativo e formativo sono stati i workshop sulla gestione dello stress e sulla risoluzione dei conflitti.

Queste attività progettuali sono state realizzate per raggiungere tre obiettivi fondamentali: la qualità dell’assistenza, della formazione e dell’accoglienza dei più fragili.

In primo luogo, il progetto ha permesso l’acquisizione di strumenti avanzati per la pianificazione e valutazione degli interventi, garantendo una risposta più efficace e personalizzata ai bisogni espressi dai ragazzi e dalle ragazze.

Questi incontri hanno avuto un altro effetto positivo: il consolidamento della Rete nazionale delle Case Don Bosco, promuovendo una maggiore unità, lo scambio di buone pratiche e l’allineamento dei protocolli d’intervento al quadro etico del Sistema Preventivo Salesiano, mostrando come, soprattutto in queste situazioni, insieme tutto è possibile.

crescere insieme
Crescere insieme è possibile.

Un altro grande obiettivo è stato raggiunto grazie all’attività formativa riguardante il benessere degli operatori stessi coinvolti nel progetto, poiché non ci si può prendere cura degli altri se non si è in pace con se stessi. Ecco perché una parte degli interventi ha interessato la gestione emotiva e l’autocura dei formatori. Non è un passaggio casuale: in questo modo si procede verso una maggiore sostenibilità del servizio, riducendo lo stress correlato alle sfide educative in contesti difficili.

Il futuro non è ancora scritto 

Questo progetto non riguarda solo la formazione degli operatori nelle Casas Don Bosco in Perù: è un passo fondamentale per aiutare i giovani più vulnerabili a guardare il futuro con occhi diversi, trasformando l’assistenza in un percorso strutturato di riscatto spirituale e professionale.

Con il rafforzamento delle competenze dei professionisti e l’integrazione del carisma salesiano con un approccio inclusivo e focalizzato sui diritti umani, l’iniziativa migliora la qualità della cura per centinaia di minori e consolida una rete di solidarietà capace di dare nuova speranza.

Sostenere questo impegno con le donazioni significa investire direttamente nella formazione di educatori, insegnanti, psicologi qualificati e nellacreazione di ambienti sicuri, permettendo di replicare e incentivare attività formative essenziali per trasformare la vita di chi ha più bisogno.

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