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Progettiamo il futuro con i ragazzi e le ragazze di Caracas: la comunità salesiana del Venezuela ha bisogno del tuo aiuto 



A Caracas, la Red de Casas Don Bosco (rete di case) è un faro nella notte: un punto di riferimento per l’accoglienza, la sicurezza alimentare, la salute, la tutela e la formazione dei minori a Caracas. Questo progetto, che puoi sostenere anche tu con una donazione, ha come obiettivo sviluppare un’azione educativa e pastorale salesiana per valorizzare il potenziale delle nuove generazioni.

Il progetto in sintesi

  • Ambito: istruzione, formazione, accoglienza e protezione. 
  • Personale: 56 salesiani, 25 giovani formandi. 
  • Destinatari: 450 giovani venezuelani tra i 5 e i 12 anni. 
  • Obiettivi: protezione, sostegno e orientamento di bambini e ragazzi di Caracas. 
  • Risultati: rafforzare la rete salesiana di servizi e programmi per l’assistenza e l’accesso ai diritti.

Ci sono luoghi in cui manca tutto, e ogni diritto che a noi sembra acquisito diventa una conquista. Lo sanno bene i bambini e i ragazzi vulnerabili di Caracas, in Venezuela. il Paese è diventato nel corso degli ultimi sei anni teatro di una delle crisi politiche, economiche e umanitarie più drammatiche dell’America Latina. La stragrande maggioranza della popolazione vive in condizioni di difficoltà e le nuove generazioni sono quelle che più risentono di questa condizione. 

È in questo contesto che la Rete di Case Don Bosco da 28 anni porta avanti un lavoro silenzioso, ma fondamentale: garantire ai bambini e bambine tra i 5 e i 12 anni un rifugio sicuro, un pasto caldo, cure mediche, supporto psico-sociale e la possibilità di continuare a sognare un futuro diverso. Perché anche quando tutto intorno crolla, l’infanzia merita di essere protetta. 

La rete delle case salesiane in Venezuela 

Nata nel 1996 con l’obiettivo di dare continuità e forza a quattro case di accoglienza per bambini di strada sparse tra Caracas, Valencia, Mérida e Puerto La Cruz, la Rete di Case Don Bosco è un punto di riferimento nazionale per la protezione dell’infanzia.  

case salesiane in Venezuela 
Momenti di comunità nelle case salesiane.

Oggi conta otto centri distribuiti in tutto il Venezuela – da San Félix a Palo Verde, da La Vega ad Acarigua e San Cristóbal – e un metodo ben strutturato: il Sistema Preventivo di San Giovanni Bosco, fondato su tre pilastri semplici, ma rivoluzionari:  

  • Ragione. 
  • Amore. 
  • Religione.  

Siamo ben lontani dall’idea di assistenzialismo, questo è un approccio educativo e pastorale che dona dignità e opportunità per futuro solido e dignitoso. In 28 anni di attività, la rete delle case salesiane in Venezuela ha saputo anche tessere alleanze con istituzioni pubbliche.

Ma dietro i numeri e gli accordi istituzionali c’è qualcosa di più profondo: quella spiritualità salesiana racchiusa nell’espressione latina “da mihi animas, cetera tolle” – “dammi le anime toglimi il resto”.  

Cosa significa prendersi cura di 450 vite  

Quando la Rete di Case Don Bosco parla di “rafforzare la capacità di assistenza” ha un obiettivo chiaro: garantire a 450 bambini tra i 5 e i 12 anni tutto ciò che serve per esprimere al massimo il loro potenziale e le risorse esistenti che vanno riscoperte e valorizzate. E non parliamo solo di un tetto sulla testa. 

Parliamo di dormitori climatizzati per dormire senza sudare o congelare, di cucine attrezzate per preparare pasti nutrienti. Ma anche di bagni funzionanti, un lusso in un paese dove l’acqua corrente è spesso un miraggio. Parliamo di vestiti puliti, scarpe che non fanno male ai piedi, pigiami comodi per la notte. Parliamo di cura. A Caracas tutto questo può fare la differenza. 

case salesiane in Venezuela 
I bambini delle case salesiane in Venezuela.

Ma non finisce qui. Grazie al programma che puoi aiutarci a realizzare con una donazione, ogni bambino ha diritto a visite mediche regolari, cure pediatriche e odontoiatriche, esami di laboratorio quando servono, farmaci, ma anche a tutto l’occorrente per andare a scuola come delle normalissime penne e dei quaderni, oggetti che per noi sono comuni, ma che in Venezuela diventano un bene prezioso. 

In questo modo a bambini e ai ragazzi di Caracas viene garantito  il diritto allo studio, ma anche quello di essere ancora piccoli: di giocare, correre, fare sport e ridere con gli altri bambini. D’altro canto, questo dovrebbero fare i più piccoli. 

Chi si occupa di gestire questo progetto? 

Dietro a questo percorso così originale e creativo c’è una squadra di insegnanti, educatori, psicologi, cuochi, infermieri e amministratori che si impegnano in questo lavoro ogni giorno, con professionalità e dedizione. Perché prendersi cura dell’infanzia è un impegno a tempo pieno che richiede competenze, passione e – sì – anche risorse economiche stabili. 

Ricordiamo che una parte del progetto prevede anche la formazione e l’aggiornamento degli operatori grazie a giornate di approfondimento e ritiri spirituali per migliorare la qualità dell’insegnamento e per sensibilizzare gli operatori sui temi legati alla protezione di bambini, bambine e adolescenti.  

Obiettivo primario dei salesiani del Venezuela è quello di accogliere in una prima fase di emergenza bambini, bambine e adolescenti che richiedono l’attenzione di servizi specializzati di protezione, per poi proseguire in un percorso educativo e pastorale più a lungo termine. 

Risultati concreti: quando i diritti diventano realtà 

In un contesto dove l’89% delle famiglie venezuelane vive nell’insicurezza alimentare e 2,6 milioni di bambini frequentano la scuola in modo irregolare, i risultati della Rete di Case Don Bosco non si misurano in fredde percentuali. 

Qui contano le vite trasformate. La Rete ha garantito la manutenzione e il condizionamento di sale da pranzo, cucine, dormitori e servizi sanitari in tutte le otto strutture, assicurando spazi dignitosi e funzionali.  

formazione dei minori di Caracas 
Il percorso di formazione dei minori di Caracas.

L’acquisto mensile di alimenti e integratori nutrizionali ha permesso di fornire tre pasti equilibrati ogni giorno a 450 minori a rischio di malnutrizione. Mentre la distribuzione regolare di abbigliamento, calzature e prodotti per l’igiene personale ha restituito loro quella dignità che la povertà estrema aveva cancellato. Sono state garantiti farmaci indispensabili, visite mediche specializzate ed esami di laboratorio.  

Inoltre, l’acquisto di materiale scolastico ha permesso ai bambini di continuare a studiare, mentre il personale educativo ha partecipato a laboratori di formazione sul Sistema Preventivo e sulla LOPNA, la legge nazionale per la protezione dei minori. 

Forse il risultato più importante è quello meno visibile: la gestione specializzata di casi complessi, con percorsi di supporto psicosociale individuale e di gruppo per bambini che hanno subito traumi profondi. Perché nutrire il corpo è fondamentale, ma curare le ferite dell’anima è ciò che fa davvero la differenza per ricominciare a vivere.