Skip to main content

Un rêve devenu réalité : 5×1000 devient une école agricole en Angola



Padre Luis Víctor Sequeira Gutiérrez è venuto a trovarci nella giornata di formazione degli ispettori e ci ha raccontato la sua attività come superiore in Angola. Ci ha descritto un Paese molto giovane e pieno di speranza ma che pone urgenti sfide nel campo della formazione: come Fondazione DON BOSCO NEL MONDO, stiamo dando il nostro supporto per affrontarle al meglio.

In Angola il carisma salesiano ha un grande potenziale: l’obiettivo è guidare i giovani e formarli.

Una nazione con un’età media bassa, che esce dalla guerra e vuole crescere: Don Luis Victor descrive un contesto tipico e di grande potenziale per la missione salesiana.

“L’Angola è una nazione molto giovane. L’età media è di circa 24 anni. È quindi un Paese in cui il carisma di Don Bosco trova ampia risonanza. È in forte crescita, perché sta uscendo da un lungo periodo di guerra. I giovani sono moltissimi e hanno bisogno di essere guidati: una delle più grandi sfide che ci troviamo ad affrontare è quella della loro formazione”.

La Scuola di Agraria: un sogno divenuto realtà grazie alla Fondazione

In Angola le donazioni della nostra Campagna 5×1000 si sono fatte cemento e mattoni, contribuendo alla costruzione di una Scuola Agraria che potrà offrire un punto di svolta nella vita a molti giovani angolani.

“Uno dei sogni che ho visto realizzarsi in Angola è quello della costruzione della Scuola di Agraria che avete sostenuto come Fondazione DON BOSCO NEL MONDO, con la Campagna 5×1000. Il Paese ha un territorio fertile e questa scuola costituisce un punto di svolta nella vita di molti giovani angolani! Per questo non finirò mai di ringraziare la Fondazione e i sostenitori che hanno permesso che questo sogno si concretizzasse, per garantire un futuro e alimentare la speranza nei nostri ragazzi”.

Nelle scuole salesiane, i laboratori migliori del Paese. Ma bisogna fare di più

Anche in Angola, l’ispettoria di Padre Sequeira Gutiérrez propone il modello tradizionale della formazione giovanile salesiana: una solida istruzione tecnico-professionale, sorretta anche da un occhio costante alle competenze informatiche e alle attrezzature. Ma l’alta domanda di iscrizioni pone sfide ineludibili.

“Le nostre scuole sono aperte a tutti e circa il 50% degli iscritti a tutti i corsi sono ragazze. Ma non sono sufficienti… Quest’anno, per esempio, nella scuola professionale di Luanda abbiamo avuto 2000 richieste di iscrizione a fronte dei 300 posti che avevamo a disposizione. Mi si è stretto il cuore a pensare a tutti quei giovani cui abbiamo dovuto dire di no. Presso le nostre scuole teniamo corsi tecnico-professionali volti a insegnare ai giovani i mestieri più richiesti, come elettricista, tecnico per l’aria condizionata, personale negli hotel, persino saldatore industriale per andare a lavorare sulle petroliere. In tutti i corsi, inseriamo l’informatica perché è necessario oggigiorno saper utilizzare un computer. Molti giovani fanno chilometri per riuscire ad iscriversi da noi, dove trovano gli strumenti e i laboratori migliori e più innovativi del Paese, perché è per noi importante offrire ai ragazzi una formazione al passo con i tempi e competenze più spendibili nel mondo del lavoro”.

Progetti di ecologia integrale e Opere Sociali: l’ambizione di un impatto ampio, in grado di offrire vie d’uscita dalla povertà

Dalle donne ai bambini che vivono in strada, dai forni eco-sostenibili alla protezione dei minori, sono diversi i beneficiari della proposta salesiana in Angola e altrettanto variegate le proposte della missione. L’obiettivo è unico: avviare un processo di cambiamento nelle vite delle persone.

“Per raccogliere i fondi necessari, presentiamo anche progetti. Uno particolarmente innovativo ha coinvolto diverse donne nella creazione di forni, per cucinare usando poca legna e carbone: minori consumi e compensazione della CO2. Cerchiamo di puntare sempre sull’innovazione rispettosa dell’ambiente e delle risorse, per creare consapevolezza anche su questi temi. Oltre alla formazione professionale, lavoriamo molto con le Opere Sociali. Nelle nostre città ci sono bambini anche molto piccoli che vivono in strada a causa della povertà delle loro famiglie, che non possono permettersi di sfamarli. Noi abbiamo allestito una rete dedicata, che aiuta bambini e adolescenti a rischio con un percorso di sostegno, articolato in tre fasi: un primo contatto, quando i giovani si avvicinano a noi e offriamo loro un posto dove riposare e sentirsi al sicuro; una seconda fase, in cui proponiamo loro di iniziare un percorso di scolarizzazione e formazione; una terza fase, in cui cerchiamo di reintegrarli nella loro famiglia, che dovrebbe proteggerli e sostenere il loro percorso di crescita. Quando questo non è possibile, li avviamo all’indipendenza aiutandoli nella ricerca di un lavoro e di un luogo in cui vivere. Purtroppo alcuni di loro decidono di continuare a vivere in strada perché è l’unico mondo che conoscono e non riusciamo ad aiutarli, ma la nostra porta è sempre aperta per loro, per avviare un processo di cambiamento qualora si sentano pronti ad accettarlo”.

Tante le necessità, per rispondere servono nuove vocazioni

La storia personale di Padre Luis Víctor Sequeira Gutiérrez percorre tutte le tappe del contesto salesiano: la parrocchia, l’oratorio, la scuola serale, il seminario. Ora la sua sfida consiste anche nel rendere il terreno fertile a nuove vocazioni.

“Io sono nato in Paraguay e già da bambino avevo capito che l’istruzione era importante. Ha come molti ragazzi che venivano da un ambiente povero, ero costretto a lavorare la mattina e a frequentare la scuola di sera. Ho frequentato la parrocchia e l’oratorio salesiano e fin da piccolo ho sentito una propensione alla vita religiosa, così a 21 anni sono entrato in seminario. Ora sono in Angola come missionario fin dal 1992 e ho ricoperto diversi ruoli: sono stato parroco, economo e ora, per la seconda volta, ispettore di una provincia in cui, al di là del nome, di recente è stato incluso anche il territorio della Namibia. Qui noi Salesiani purtroppo siamo pochi e speriamo in tante nuove vocazioni, in modo da riuscire a rispondere alle numerose necessità che si presentano”.