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Uruguay, la mission de Don Francisco : soutenir les jeunes en crise



Don Francisco Lezama è il nuovo Ispettore salesiano dell’Uruguay, in cui la nostra prima missione si è stabilita nel 1877: un Paese piccolo, che tuttavia ben riflette le opportunità e le contraddizioni dell’America latina, dove la crisi dei giovani si manifesta nell’assenza di speranze verso il futuro e nella latitanza di risposte pubbliche alle emergenze sociali. Ed è in luoghi così che il carisma salesiano risplende in tutto il suo potenziale di cambiamento.

“Sono nato e cresciuto in Uruguay. Ho sempre avuto una spiccata sensibilità per il sociale, e nella Parrocchia salesiana di San Isidro a Montevideo ho trovato l’ambiente che ha accolto e alimentato questa mia indole. Lì mi sono avvicinato alla vita oratoriana e nello specifico a quella salesiana. E posso dire che lì sia nata la mia vocazione, all’oratorio, tra i giovani”.

L’Uruguay di oggi, tra opportunità e contraddizioni

L’Uruguay del terzo millennio è un Paese laico fortemente secolarizzato: questo si traduce in grandi opportunità di azione per chiunque voglia promuovere progetti di sviluppo sociale, ma allo stesso tempo anche la necessità di separare le attività sociali da quelle pastorali.  E come tutto il continente sud americano, l’Uruguay è anche un luogo di stridenti contraddizioni, in cui alla modernità si accompagnano enormi diseguaglianze e fragilità diffuse degli strati sociali meno abbienti.

“La realtà dell’Uruguay è particolare, la popolazione è diversa da quelle del centroamerica, ricca di emigranti da diverse parti dell’Europa con un importante bagaglio relazionale fatto di capacità di dialogo e incontro. Siamo aperti alle contaminazioni culturali. Qui il Carisma di Don Bosco ha trovato terreno fertile e si è fatto proprio trovando nella popolazione una forte propensione all’accoglienza e allo scambio reciproco. L’Uruguay di oggi è un Paese fortemente laico e secolarizzato e per noi salesiani rappresenta una sfida ma anche una grande opportunità di crescita nel Carisma. Questa laicità dello Stato lascia infatti una grande libertà di iniziativa, ma di contro non sostiene progetti provenienti nessun ente religioso. Promuove progetti di carattere sociale, ma vigila che nello svolgimento di questi progetti non venga proposta un’educazione di tipo religioso o che ci possa essere un’impronta evangelizzatrice. Per iniziative di tipo religioso, l’Ispettoria deve provvedere autonomamente a reperire i fondi necessari per l’attuazione. un Paese democratico, stabile e moderno, ma con una forte disuguaglianza sociale e grandi contrasti. Ci sono enormi sacche di povertà ed è proprio lì che noi Salesiani vogliamo fare la differenza e siamo accanto ai giovani fragili e vulnerabili per offrire loro opportunità che non potrebbero avere”.

L’emergenza giovanile: alto tasso di suicidio e diffusione delle droghe

Anche nelle fasce sociali in cui c’è benessere economico, l’Uruguay accusa evidenti vulnerabilità, che col tempo sono diventate emergenza: non ci sono risposte al vuoto di valori dei più giovani e non ci sono politiche di sostegno al disagio psichico. Un contesto in cui hanno attecchito, purtroppo, l’aumento del tasso di suicidio giovanile e la diffusione delle droghe.

“Possiamo dire che il benessere economico del Paese non rispecchia il benessere sociale reale, i ragazzi e le ragazze si sentono smarriti e i più poveri tra loro non hanno accesso alle cure e a un’istruzione adeguata. L’Uruguay negli ultimi anni ha visto aumentare il numero dei suicidi, raggiungendo la percentuale più alta dell’America meridionale. Un dato che fa riflettere. Il Paese ha qualità positive come stabilità, democraticità e un indice alto di sviluppo umano, ma tra i giovani serpeggia una profonda mancanza di speranza per il futuro. Molti sono affannati nella continua ricerca del senso della vita. Inoltre, nei programmi statali non ci sono progetti che sostengano la salute mentale dei giovani in difficoltà e che si trovano smarriti e senza valori o guide. Questo continuo angustiarsi porta i giovani verso il suicidio e l’uso di droghe”.

La priorità di Don Francisco Lezama come superiore dell’Ispettoria: il sostegno psicosociale ai giovani svantaggiati

In un quadro così complesso, il carisma dei salesiani di Don Bosco rappresenta un volano di sostegno e sviluppo sociale: un potenziale che risuona nelle parole con cui Don Francisco descrive le priorità del suo lavoro come superiore dell’Ispettoria dell’Uruguay.

“Innanzitutto devo dire che dopo tanti anni passati al servizio dei ragazzi vulnerabili, dove la mia spinta vocazionale è nata e si è alimentata, non avrei mai pensato di essere scelto per offrire il mio servizio di animazione generale alla mia Ispettoria. E ora la mia priorità come superiore dell’Ispettoria è quella di continuare a promuovere la vicinanza dei Salesiani ai giovani più svantaggiati e i progetti di sostegno psicosociale che li aiutino ad affrontare i grandi dubbi della vita. Per affrontare questo, uno dei bisogni maggiori che emerge sul territorio è la carenza di sacerdoti dovuta alla mancanza di vocazioni salesiane. Dobbiamo ravvivare il fuoco della vocazione Salesiana e il rinnovamento del Carisma sia nei salesiani sia nei laici che lavorano con noi, perché riscoprano il senso della loro missione e tengano vivo il fuoco che alimenta la loro vocazione e il loro lavoro”.