Con questo progetto abbiamo raggiunto alcuni obiettivi di grande valore: primo fra tutti garantire alle donne e ai bambini di Tijuana, in Messico, un rifugio sicuro dove poter cambiare il proprio futuro. Oggi possiamo dare accoglienza e protezione, ma anche integrazione sociale, a chi vive in condizioni di vulnerabilità. Il nostro obiettivo è anche quello di creare un modello unico a Tijuana che punta non solo all’assistenza immediata, ma anche all’inserimento lavorativo e sociale attraverso percorsi di formazione e laboratori educativi.
Il progetto in sintesi
- Destinatari: 160 donne, 135 bambine e bambini.
- Località: Tijuana (Messico), frontiera nord-ovest.
- Obiettivo: protezione integrale e opportunità di integrazione sociale e lavorativa.
- Risultato: continuità operativa, sviluppo personale e legale, sicurezza del centro.
La frontiera nord-ovest del Messico è un luogo in cui la presenza dei salesiani è di vitale importanza soprattutto per le persone in migrazione. Qui si concentrano tante tensioni sociali legate ai flussi dei migranti che vogliono attraversare la frontiera per raggiungere gli Stati Uniti d’America. Spesso, il sogno di una nuova vita si infrange contro una realtà fatta di difficoltà, insicurezza e violenza. In questo contesto, è stato costruito il rifugio per donne e bambini Don Bosco di Tijuana.
Abbiamo scelto questa città di frontiera per aiutare i più vulnerabili proprio perché è crocevia di migliaia di storie fatte di speranze, obiettivi da raggiungere e grandi fragilità. Il Rifugio Femenil e Infantil Don Bosco nel corso degli anni è diventato un porto sicuro per donne e bambini che hanno dovuto abbandonare tutto alla ricerca di una vita migliore.
Già da qualche anno lavoriamo perché il rifugio Don Bosco di Tijuana continui a sostenere donne e bambini in maniera adeguata. Gli interventi del nuovo progetto hanno permesso di accogliere 135 minori e 160 donne con la giusta sensibilità, una struttura migliore e percorsi di formazione indispensabili per il loro inserimento nel tessuto sociale sia momentaneo sia in quello di destinazione.
Tijuana, una città di frontiera con grandi difficoltà
Il modo migliore per cogliere la centralità del progetto dedicato al rifugio per donne e bambini di Tijuana, in Messico è comprendere come e dove lavoriamo. Siamo in un luogo in cui si concentrano grandi flussi migratori. E Tijuana non è solo una città.
Tijuana è un crocevia di destini sulla linea di confine tra Messico e Stati Uniti. La sua posizione geografica permette di sviluppare grandi opportunità commerciali, ma la prosperità convive con le disuguaglianze, l’insicurezza e una pressione demografica non più sostenibile.
Le tensioni crescono e, con la migrazione, si diffonde il senso di insicurezza. La città è meta per migliaia di persone in fuga da un futuro incerto. In questo scenario segnato dalla vulnerabilità, le difficoltà colpiscono soprattutto i più deboli. Giovani, donne e bambini sono i più esposti: rischiano di finire in contesti criminali e diventano facilmente vittime di sfruttamento lavorativo, violenza ed emarginazione

Il sogno di una vita dignitosa rischia di trasformarsi in rischio ed esclusione. Molte attività si limitano ad accogliere i migranti e a intervenire per le necessità più urgenti Il rifugio per donne e bambini di Tijuana va oltre, offrendo loro spazi dove possano ricostruire la propria identità e fondare un progetto di vita.
L’impegno salesiano: un modello di protezione integrale
Proprio a Tijuana, dove le istituzioni locali affrontano grandi flussi migratori con risorse limitate – in un contesto che alimenta il diffondersi di nuove disuguaglianze sociali – l’opera salesiana si configura come un punto di riferimento per i più deboli e fragili, per chi ha bisogno di un sostegno per costruire un futuro diverso, migliore.
I missionari salesiani in Messico hanno sviluppato un modello che va oltre l’assistenza emergenziale: si basa su un rapporto umano profondo, una formazione completa e la creazione di reti di supporto solide e durature. Tutto questo è già realtà nel rifugio Don Bosco che accoglie donne, bambine e bambini che si trovano in una condizione di vulnerabilità.
In questa struttura trovano assistenza madri che fuggono dalla violenza domestica, che arrivano alla frontiera e non hanno una rete di supporto sicura, bambini e adolescenti che accompagnano le madri o che hanno perso tutti i riferimenti.
Grazie al rifugio Don Bosco e al metodo educativo salesiano – basato su ragione, religione e amorevolezza – vogliamo vogliamo spezzare questa spirale negativa. Questo sarà ancora più facile grazie agli obiettivi raggiunti dal progetto di miglioramento degli spazi per l’accoglienza integrale e dell’offerta formativa.
Un ecosistema protettivo a Tijuana
L’obiettivo del progetto è mettere a disposizione una struttura protetta in cui offrire accoglienza, formazione professionale e sostegno psicosociale. In tal modo, le donne e i bambini ospitati hanno reali opportunità di crescita personale. In termini pratici, il miglioramento del Rifugio Femenil e Infantil Don Bosco si delinea attraverso delle direzioni ben precise.
Sono dinamiche pensate per trasformare l’accoglienza in un percorso virtuoso. Perché la sicurezza e l’accoglienza devono avere basi solide, non improvvisate. Ogni donazione si traduce in azioni concrete con un impatto reale sulla vita quotidiana delle donne e dei bambini ospitati e su come immaginano il loro futuro.
Personale
Il primo obiettivo del progetto è garantire la continuità e la qualità dell’assistenza migliorando la formazione del personale. Educatori, psicologi e assistenti sociali sono una presenza costante; per i bambini rappresentano l’unico riferimento dopo il trauma della migrazione.
Sviluppo integrale
L’assistenza è importante ma non deve mai venire meno il riscatto individuale, la possibilità di diventare artefice del proprio destino. Aiutiamo lo sviluppo personale, educativo e sociale con laboratori e workshop, percorsi di alfabetizzazione e formazione professionale.
Lo sviluppo integrale, come suggerisce il nome, si diversifica e articola anche in forme differenti. Come, ad esempio, il supporto legale e l’accompagnamento fondamentale per regolarizzare la propria posizione e proteggersi dagli abusi e dallo sfruttamento. Senza dimenticare gli eventi sociali e i momenti di aggregazione che restituiscono ai bambini il diritto al gioco e alla serenità.
Sicurezza e dignità
Perché un rifugio sia tale, deve essere un luogo sicuro e confortevole. Il progetto prevede interventi mirati di costruzione e ammodernamento per migliorare le condizioni di abitabilità. Vogliamo garantire standard di igiene, privacy e sicurezza che rispettino la dignità di ogni donna e di ogni bambino, trasformando una struttura di passaggio in una vera “casa”.
Risorse operative
Per raggiungere grandi obiettivi servono gli strumenti giusti. Vogliamo rinnovare il rifugio con nuovi mobili funzionali, materiali educativi aggiornati e risorse tecniche moderne. Dai letti per il riposo ai libri per lo studio, ogni elemento è scelto per rendere il soggiorno funzionale, sicuro e stimolante per la crescita dei più piccoli.
I risultati di questo progetto speciale
Il sostegno al rifugio Don Bosco di Tijuana è concreto, si tocca con mano grazie ad attività quotidiane che donano speranza e competenze ai più vulnerabili. Grazie agli interventi realizzati tra settembre e dicembre, abbiamo migliorato le vite delle donne e dei bambini ospitati. Il primo intervento utile è stato la riparazione del sistema di purificazione dell’acqua.
Questo ha garantito l’accesso continuo all’acqua potabile, migliorando l’igiene e la salute di tutte le famiglie. Con la Giornata della Salute abbiamo permesso agli ospiti e alla comunità locale di accedere alle visite mediche e a un percorso di orientamento preventivo, nella cura non solo del corpo, ma anche del benessere emotivo.
Sappiamo che il riscatto passa attraverso la conoscenza. Per questo abbiamo attivato un corso di informatica per acquisire competenze digitali di base e strumenti necessari finalizzati all’indipendenza lavorativa, base della costruzione di un nuovo progetto di vita.

Verranno attivati corsi di produzione di candele e di arti plastiche, con l’obiettivo di trasferire abilità pratiche che possano fare la differenza per chi desidera puntare all’indipendenza economica, avviando piccole attività imprenditoriali e artigianali. Agli interventi più strutturali si aggiungono iniziative ludiche e sportive come tornei di calcio e festival interculturali: momenti di scambio e incontro tra chi vive la nostra comunità, altri centri di accoglienza e la popolazione locale.
Il lavoro non si ferma. Stiamo definendo l’acquisto di nuove attrezzature informatiche, uniformi per il personale e materiali per ampliare i posti disponibili nei corsi di formazione. Vogliamo consolidare tutti i risultati ottenuti, gli obiettivi raggiunti e migliorare il rifugio per donne e bambini Don Bosco di Tijuana, aumentando le sue qualità e capace di accoglienza integrale per chi ha più bisogno.

